“scusa se divento strano quando c’è tanto rumore attorno” è il primo EP di francoblu: beat asciutti, groove densi e immagini che sembrano emergere da appartamenti ancora accesi a tarda notte. Tracce brevi, essenziali, attraversate da flussi di pensiero che si interrompono, ripartono e si sovrappongono continuamente. Dentro l’EP convivono specchi che non fanno entrare nessuno, treni presi per allontanarsi, chiavi di casa che spariscono nel nulla, vetri appannati, feste degli altri, ricordi che tornano addosso e persone che cercano continuamente di restare presenti mentre tutto il resto distrae.
francoblu costruisce un suono caldo e claustrofobico insieme: batterie compresse, bassi profondi, sax ruvidi, fiati lasciati respirare appena e groove minimali che sembrano consumarsi lentamente dentro la traccia. Un linguaggio che unisce spoken urbano, jazz notturno, blues elettrico ed elettronica lo-fi. Coordinate che ricordano il minimalismo inquieto di Ghostpoet, la sensibilità metropolitana del primo Neffa e il blues storto di King Krule, rielaborati dentro una dimensione personale e fortemente riconoscibile.
Abbiamo chiesto all’uomo con il sax nascosto dietro una maschera di crochet blu di raccontarci tutti i brani che compongono l’EP, sviscerandoli dal punto di vista dell’autore.
SESPARISCOUNPO’
Insolito per un brano di apertura, invitare ad andare via: “sespariscounpo’” porta a chiedersi se sia il posto a starci stretto, o noi a essere di troppo. Nonostante questi pensieri di evasione, alla fine ci rendiamo conto che vale la pena restare.
Un sax dolce, ci accompagna per gran parte del brano, verso una chitarra elettrica che prende la scena quasi con arroganza, creando una contrapposizione tra ciò che siamo e ciò che mostriamo.
“POINONLOFACCIO+”
Un alternarsi di pensieri che riguardano il rapporto tra ciò che ci circonda e ciò che percepiamo. Una cassa dritta che accompagna tutto il brano e un synth creano subito un immaginario elettronico, in cui trova spazio un testo ermetico.

COMELANOTTE
Un attimo, che fa trasparire ogni pensiero, ogni non detto. L’intimità di questo brano è scandita da ciò che le sta attorno, perché la notte succede un po’ tutto di soppiatto, è tutto sfocato, misterioso. Il sassofono tenore e il piano si amalgamano perfettamente con la voce, creando un’atmosfera notturna unica.
FERMOAGUARDARE
Un sovraccarico di pensieri e informazioni che si traduce nell’immobilità. Forse non siamo fatti per sostenere certi ritmi così a lungo, desiderando così solo di andare via, non importa dove, basta che sia lontano da noi stessi. Questa canzone subisce una forte influenza dalla musica di Tyler, the creator.
LUCIA
Caratterizzata da un’atmosfera noir, “lucia” è il fermo immagine di un paesino, dove, a distanza di tempo, tutto è rimasto, almeno all’apparenza, invariato. È diverso il rapporto tra le persone.
Nel brano, il basso continua a tenerci con i piedi per terra, incollati a quel luogo, mentre il sax cerca di portarci via, verso altri lidi.

