DEEP DIVE TRACKS: Gonzo Movie

“Gonzo Movie” è un film sonoro, un viaggio lisergico tra realtà e immaginazione, dove i contorni sfumano e la narrazione diventa esperienza. Il nuovo EP di Gonzalo Baby Boy mette in scena stati d’animo e personaggi sfaccettati, sempre in bilico tra ironia e introspezione.
Come un regista in movimento, il rapper siciliano attraversa territori musicali diversi: dal boombap più classico alla trap melodica, dalle vibrazioni caraibiche ai lampi jazz, con la sua voce che diventa il filo conduttore, guidando lo spettatore-ascoltatore tra sogni, ricordi e derive quotidiane, come pellicole sovrapposte.

Abbiamo chiesto a Gonzalo Baby Boy di raccontarci di più sul suo personale diario audiovisivo, un EP che si ascolta come si guarderebbe un film indipendente, dove ogni scena nasce da un impulso reale e prende forma in un linguaggio tutto suo:


INTRO
Beat senza batteria con echi northern soul, lyrics che aprono il sipario e presentano il carattere del personaggio, attitudine boombap che dichiara le intenzioni e traccia le coordinate del viaggio dentro il “Gonzo Movie”.
Eravamo a Trabia, era notte fonda, momento mistico, tutto era ribaltato, dalle menti alle membra. Volevamo un tappeto color porpora, non rosso, non siamo nobili, siamo languidi. Action Bronson era il santino da tenere nel comodino della stanza da letto. Ci catapultiamo infine al mercato di Sant’Anna, tempo fa pensavo fosse un miraggio.


ROCCA
Brano che racconta un’ immagine avvolta dalla nebbia, un luogo, un punto cardine.
Nuova mitologia dall’entroterra siciliano, con sonorità che stimolano la rappadopa e fanno eco ad una quotidianità lenta e imprevedibile appesa al ciglio della montagna.
Enna è mitologica, i miei amici e le mie amiche sono mitologia profonda. Guardo il castello, casa mia, il Corso Sicilia, il Sorseggio, la Rocca: capita che io mi commuova, capita che qualcosa divampi, arse le mani e arso lo sguardo. I lupi li ho visti camminare su due zampe.
Eravamo ancora una volta a Trabia, nella villa di uno sbirro, e il vento dell’entroterra ci ha raggiunti fin lì!


DOMENICA MATTINA
Pensa di svegliarti in una spiaggia, il mare è limpido ma nonostante tutto c’è sempre qualcosa che crea quel vago sentore di inquietudine. La risposta è ironica e suona in caribbean style con divagazioni jazzy e un portamento sempre jurassico.
Questo pezzo non vuole essere un pezzo dell’estate, ma vuole essere un pezzo di estate. Ho sempre creduto nei mostri, nei grandi e piccoli colossi della fantasia. Eravamo a Cianciana, nella villa americana, mancava l’acqua ma in studio eravamo più fluidi che mai, attorno una balera di fantasmi sgambettava sulle nostre teste. Non è vero che i dinosauri si sono estinti, anzi vivono sotto i nostri occhi, attraversano la strada e godono ancora dei frutti della natura.

 


SANO
Un brano dal suono più melodico, con un accento trap e con uno sguardo nostalgico verso un’infanzia e poi un’adolescenza inevitabilmente sbiadita.  Eravamo a Cianciana, un beat al giorno era la challenge, fuori la terra bruciava letteralmente e dentro la dinos residence si architetta il futuro partendo dal torrido di ogni giorno.
Al centro di tutte le mie malinconie c’è l’infanzia e poi il distacco dell’adulto, il ponte verso l’altro mondo. Mi ricordo sempre dove sono stato. C’era anche un topo nel cassetto, I’m so sorry guyssss!


BOOM BYE BYE
Primo pezzo con un timido accenno ad un discorso amoroso, con suoni e citazioni che fanno riferimento alla musica jamaicana, il flow è semplice e limpido, il sapore è sentimentale con batterie incisive e selvatiche.
Essere sentimentali è una prerogativa portante: facciamoci sensuali!
Il richiamo jamaicano del titolo è fuorviante, non ci sono gunshot né bullets ma un saluto, non c’è odio, è tutta una questione di inquietudine. Eravamo al Plemmirio, stavamo bene, stavamo iniziando a godere del tempo e dello spazio della musica.
Dentro una piscina che sembrava una pozzanghera si iniziava a settare la vibe.

tutte le foto: Cristiano Sgrò


NOMADI
Vibrazioni new disco e un flow alla Buscaglione per un brano che porta verso altri lidi, che affaccia su altri panorami, un desiderio che si chiama Napoli. Una dichiarazione d’amore più che verso una persona, verso un modo di sentire, verso un’atmosfera che trova sul finale ancora una volta una scorciatoia verso la giungla. I grandi viaggi e i piccoli viaggi, una stanza e le città. Ci spostiamo continuamente, alle periferie della vita, nelle piazze al confine della foresta.
“Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume […] bisogna anche non aver nessuna filosofia”. cosi diceva Pessoa, chissà dove finisce il mondo quando la finestra si chiude. Chissà quale sia allora il mondo quando la finestra si apre veramente.


IN LOVE
Brano evanescente, con una tinta parodica nonché malinconica. Per mezzo di una goliardica citazione di un celebre pezzo, “In love” chiude l’EP scavallando ancora una volta gli stili dei precedenti brani, con una vocalità morbida che accompagna il finale come fosse un sogno lucido.
Le parole hanno senso in quanto suono o in quanto significato? La chiamavano phoné, a me piace chiamarlo verso, come per la poesia e come per un vagito. Si, siamo anche goliardici e si diciamo il falso nel vero, lavoriamo con la finzione certamente.
Eravamo a Trabia, non stavamo capendo niente di niente, non ce ne siamo accorti.


CHI È GONZALO BABY BOY?
Tutto parte dell’epoca del lockdown: un gruppo di amici decide di creare un gruppo Whatsapp con l’unico scopo di divertirsi a suon di battle freestyle e lyrics a tema. I risultati dei partecipanti? Sono pessimi per tutti, tranne uno.

Nasce da qui il progetto Gonzalo Baby Boy, pseudonimo di Sebastiano Sicurezza, attore siciliano con l’anima intrisa di influenze musicali urban, black e hip hop in tutte le sue declinazioni. La sua ciurma è composta da centinaia di fratelli e sorelle sparsi per il globo, ma solo sei di loro accompagnano Gonzalo in ogni avventura. Un team composto da videomaker, producer, dj, designer, con i loro progetti paralleli surfano da anni la scena italiana; e fu così che Gonzalo da gioco diventa progetto. Si amalgamano idee, parole e intuizioni musicali, nell’ottica di creare un prodotto sonoro, visivo e performativo in senso stretto.

Il primo progetto, “The Initiator Mixtape”, esce nel 2021 ed è composto da 20 brani, i cui testi sono proprio tratti da quel famoso gruppo Whatsapp, ri-reccati e arrangiati su strumentali famose in maniera grezza e sincera, le stesse su cui furono concepiti inizialmente. Ogni traccia è accompagnata da un videoclip, volutamente ispirato a copertine di vecchi album musicali.
Da lì a poco, un susseguirsi di singoli aprono la strada a nuove ricette e sperimentazioni, che vengono racchiuse nel nuovo EP “Gonzo Movie”.

 


Il “Gonzo Movie” – racconta Gonzalo Baby Boy – è un road trip senza patente, un possibile viaggio senza meta con lo sguardo rivolto al passato e con un gran margine di divertimento, perché esiste un momento in cui anche smarrirsi diventa un gioco fantastico.
Si potrebbe descrivere come un piccolo compendio, una colonna sonora delle avventure che negli ultimi due/tre anni io e la dinosaucers familia abbiamo attraversato.
La Sicilia è stata inevitabilmente la culla di questa traversata, luoghi, anfratti, campi arsi e piscine sporche, tutto questo per attivare lo scenario che abita queste sette tracce. Ammetto che forse rintracciare un filo conduttore all’interno dei brani non sia proprio evidente e forse non è neanche il punto. Piuttosto sono sette tracce che provano a rintracciare un’adolescenza dissolta nella ferocia del crescere, sentimentalismi lirici, dentro l’afa da entroterra siciliano.
L’estetica e il concept dell’EP richiama il gonzo journalism del famigerato Hunter Stockton Thompson, da cui abbiamo ripreso e rielaborato simboli e spunti visivi, così da sostenere un viaggio musicale non proprio lisergico, senza Las Vegas paure e deliri, ma personale e romantico in senso letterario.
Attraversando metricamente e melodicamente derive hip hop classy, trap e soulful house. Ogni nuova creazione per me è una creazione jurassica, questo perché ciò che io sono in grado di intuire e di creare è strettamente legato al lavoro dei miei soci dinosauri che producono mega beats, che sostengono le idee e sviluppano l’immagine di questo progetto.


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