“CASAMAI”, il nuovo singolo di Selám, nasce dalla sensazione di sentirsi distanti da qualcosa che per anni è stato familiare: una persona, un luogo o una condizione emotiva che, crescendo, smette gradualmente di coincidere con ciò che siamo diventati. Selám racconta quel momento in cui ci si accorge che alcune case non ci assomigliano più come un tempo e che certi luoghi hanno smesso di aspettarci: una consapevolezza che porta con sé nostalgia, accompagnata però anche dalla necessità di ridefinire il proprio spazio nel mondo.
Il nuovo singolo rappresenta il primo capitolo di un progetto più ampio che porta novità anche sotto il punto di vista sonoro: pop ed elettronica segnano uno spartiacque rispetto alle pubblicazioni precedenti e aprono ad un nuovo modo di esprimersi. Musica e immagini si incontrano così in un progetto che mette al centro un sentimento universale: il confronto con ciò che abbiamo amato, con ciò che abbiamo lasciato e con ciò che, nel frattempo, siamo diventati.
Nel tuo percorso di vita c’è stato un momento particolare in cui ti sei sentita “a casa” – in senso letterale o figurato?
Si, assolutamente. Tantissimi luoghi, i miei genitori, i miei amici vicini e lontani. Molto spesso ho pensato “tu sei casa mia” quando ho sentito amore e cura nei confronti di qualcuno. Mi sento molto fortunata ad aver provato almeno una volta la sensazione di poter appartenere a qualsiasi luogo desiderassi appartenere. Ci sono state tante case nella mia vita, in forme e tempi differenti. Forse è stato proprio scrivendo questo progetto che mi sono resa conto di quanto spazio la parola “casa” occupasse dentro di me.
“l cuore non fa mai i calcoli, e comunque sbaglia i conti”: quante volte ti è capitato di trovarti davanti agli errori del cuore a confronto con decisioni da prendere? Trovi che l’istinto può essere salvifico delle volte?
Da qualche parte ho letto che per avere luce è necessario farsi crepe, e forse è così nella maggior parte dei casi: è necessario traballare un po’ per spostarsi, per cambiare, anche nelle relazioni. Io, come tutti credo, mi ricordo molto bene i momenti in cui ho pensato “ok ora è il momento di lasciarsi andare”, ma poi è sempre stato molto complesso farci pace in tempi brevi perché quando ci si lascia, non si abbandona solo il rapporto, ma soprattutto la versione di noi stessi che eravamo prima ed è normale che non sia semplice. Quando nella canzone dico che il cuore sbaglia i conti parlo proprio di questo, ma non è necessariamente una cosa negativa. L’amore che abbiamo dato ci rimane addosso in qualche modo, mica se ne va, trova solo altri spazi in cui abitare.

In termini musicali, com’è nato il brano e qual è stato il suo processo creativo?
Ho scritto il ritornello in pochi minuti. Ero in studio con Stefano e stavamo suonando insieme, improvvisando e sperimentando in chiave elettronica. La scrittura e la melodia del ritornello sono arrivate in pochi minuti, mi sono messa al microfono e ho iniziato a ripetere le prime frasi come se fossero un mantra. Era strano perché era diverso da tutto ciò che avevamo prodotto prima, ma ci siamo guardati ed eravamo entrambi felicissimi. Erano solo poche parole ma mi sembrava che fossero state loro a trovare me. Ho arrangiato e dato una struttura al brano con Mariano, per poi terminare il mix e master con Filadelfo. Nei mesi successivi ho pensato e scritto l’idea del cortometraggio.
Il tema del tempo è centrale all’interno del brano: spostarsi tra passato, presente e futuro senza paura di farsi male, con coraggio e maturità, trovandosi davanti ciò che siamo diventati. Ti spaventa mai quello che sarà di te stessa e del mondo che ti circonda?
Mi spaventa molto la situazione attuale perché mi sembra che sia necessario correre sempre più veloce. Invece mi piacerebbe, anche solo per un minuto, avere la certezza di avere tutto il tempo del mondo per riconoscermi negli altri, essere curiosa anche delle lacrime e tornare da me. Mi auguro che, ascoltando la canzone e guardando il cortometraggio, anche solo una persona là fuori possa sentirsi capita.

Selám, nome d’arte di Selam Costenaro, è una cantautrice classe 2002.
Di origini etiopi, viene adottata all’età di sei mesi e cresce in Italia. La musica entra nella sua vita a dieci anni, diventando nel tempo il principale strumento attraverso cui osservare e raccontare la realtà che la circonda. Dopo aver iniziato a suonare e successivamente a cantare, trova nella scrittura il centro del proprio percorso artistico. I suoi primi testi nascono sotto forma di monologhi, inizialmente in inglese e poi in italiano, un approccio narrativo che continua ancora oggi attraverso i contenuti pubblicati sui suoi canali social. Parallelamente sviluppa il proprio progetto musicale, esplorando linguaggi e sonorità differenti fino a costruire una voce personale e riconoscibile. Negli ultimi anni ha avviato una collaborazione stabile con i musicisti e produttori Stefano Paviani e Filadelfo Castro, con i quali lavora sia alla propria produzione artistica sia come autrice. Insieme hanno firmato alcuni brani presenti in “RIV4LI”, sequel di “DI4RI” distribuito da Netflix nell’ottobre 2025.
Con “CASAMAI”, Selám apre un nuovo capitolo del proprio percorso, affiancando alla musica una ricerca narrativa che si estende anche al linguaggio audiovisivo.
