Sanremo 26: anatomia di una partenza a bassa tensione

La 76esima edizione del Festival di Sanremo si è aperta confermando quella paura che in tanti avevano prima dell’inizio: che questo fosse un festival moscio, in caduta.
Carlo Conti sta riuscendo nell’impresa di deflagrare tutto l’hype e la forza che i Sanremi di Amadeus avevano avuto. Lo avevamo già capito dal cast, privo di nomi di peso. Ne abbiamo avuta la conferma ieri con le canzoni.

Non parleremo troppo del corollario, del resto non questa è la nostra materia… Non che poi ci sia molto da dire: Laura Pausini a presentare cingia parecchio (il siparietto sulla “z” testimonia che gli autori Rai hanno bisogno urgentemente di un corso di aggiornamento) mentre il pompato Sandokan è meglio di quello che ci potevamo aspettare – tra l’altro parla italiano meglio di molti artisti in gara.

La prima serata si apre con un dovuto tributo a Pippo Baudo, il cui spirito sembra non esserse mai andato. Anzi, questa edizione sembra creata apposta per lui: non siamo nel 2026 ma nel 1994, almeno per il mood della maggioranza delle canzoni, se non fosse per qualche timido episodio che fa sembrare quei pochi brani uptempo avveniristici tentativi di svegliarci dal sonnifero.

Veniamo alle canzoni: come già anticipato la maggioranza sono ballad strappalacrime, amore mio e bla bla bla, in pochi si discostano dalla grandissima rottura di coglioni che è stata la prima serata.
Inutile analizzare tutti gli artisti, per questo li raggrupperemo in macro categorie portando alla luce ciò che ci è piaciuto, ciò che è rimandato e ciò che boh non abbiamo capito. Tanto poi lo sappiamo che non avete voglia/tempo di leggere tutto.

 

TEAM “CI É PIACIUTO”
Si, è vero, siamo degli indie oriented però se tra questi ci fosse il vincitore almeno la musica ne uscirebbe un minimo salva. Special mention per Malika, unica signora del groove inaspettato.

Ditonellapiaga – Che fastidio!
Tommaso Paradiso – I romantici
Fulminacci – Stupida sfortuna
Malika Ayane – Animali notturni ore
Tredici Pietro – Uomo che cade
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta

 

 

TEAM “SIMPATIA”
Tutto sommato, se vincesse uno di questi sarebbe anche auspicabile, sarebbe una sorta di edizione fantasma che negli anni potrebbe essere facilmente dimenticata, tipo una febbre di martedì che non ti rovina il weekend.

Sal Da Vinci – Per sempre sì
LDA & Aka7even – Poesie clandestine
Elettra Lamborghini – Voilà
Dargen D’Amico – AI AI

 

TEAM “CAPIAMO PIÚ AVANTI”
C’è molto di peggio questa edizione dei brani qui di seguito, gli concediamo un secondo ascolto magari si sistemano. Troverete dei nomi divisivi rettificheremo in futuro.

Bambole di Pezza – Resta con me
Serena Brancale – Qui con me
Ermal Meta – Stella stellina
Raf – Ora e per sempre
Levante – Sei tu
Mara Sattei – Le cose che non sai di me

 

 

TEAM “PERCHÉ?!?!”
Ora, capiamoci un attimo: tutti si lamentano della lunghezza delle puntate, del cast troppo grande. Ecco… Tagliamo loro e siamo apposto!

Michele Bravi – Prima o poi
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Eddie Brock – Avvoltoi
Chiello – Ti penso sempre
Luchè – Labirinto
Nayt – Prima che
Sayf – Tu mi piaci tanto
Samurai Jay – Ossessione

 

 

TEAM “REAZIONARIO MELONIANO”
Artisti che sicuramente sono piaciuti ai deputati e senatori della maggioranza. Questo non fa di loro necessariamente dei sostenitori della Meloni, ma non ci stupiremmo se alla prossima Atreju uno di loro facesse una comparsata ben remunerata.

Francesco Renga – Il meglio di me
Leo Gassmann – Naturale
Fedez & Marco Masini – Male necessario
Patty Pravo – Opera
Arisa – Magica favola
J-Ax – Italia Starter Pack


Finiamo con qualche dovuta precisazione per il signor Conti: i genitori, nonni, fratelli e sorelle che hanno combattuto per la nostra libertà si chiamano Partigiani.


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