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FIORAMANTE VERSIONE PULP

A poco più di due settimane di distanza dall’uscita dell’album Pulp, ho conosciuto Marco Alfano, in arte FIORAMANTE. Ci siamo scambiati due chiacchiere prima della sua esibizione ad un “concerto fatto in casa” organizzato da sottovoce in una splendida location privata con vista lago, in provincia di Varese.

“Pulp” è sicuramente un album che si rivolge a coloro che hanno vissuto l’adolescenza negli anni 00, raccontando in maniera tremendamente spietata quanto siano difficili i rapporti al giorno d’oggi: amore, odio, sofferenza, sesso, amicizia…
Accade tutto troppo velocemente e in maniera strana e ci troviamo ad essere allo stesso tempo spettatori esterni e attori.

PULP

Ciao Fioramante! Appena ho letto il titolo dell’album, “Pulp” ho pensato subito a qualcosa di crudo e spinto. Invece si può trovare anche del romanticismo.
Come ci spieghi questo contrasto?
Beh, il titolo Pulp deriva più da quello che ho cercato di raccontare nel disco, non proprio dai testi. Anche se in qualche testo si sente, in maniera più laterale, il disagio pulp che subisco io come individuo e che subiscono tutti. In una canzone come Dildo, si può avvertire la debolezza e il disagio verso il genere femminile di oggi: a volte mi sento letteralmente violentato. Se dovessi fare un quadro ci vedrei del sangue.
In Gang Bang, invece, si sente in maniera plateale come tutti si comportino in maniera assurda verso gli altri. Ed infine, in Semidio, una cosa come una fellatio viene elevata ad un gesto divino, anziché volgare.
Non so per quale strano contro senso, anche se i temi sono disagevoli ho voluto raccontarli con ironia.

A proposito di Gang Bang: tu sei spettatore di tutto questo, oppure ci sei dentro anche tu? Perché nel brano continui a ripetere “io non c’entro…”
Io non c’entro in tutto ciò… Però, in realtà, il fallo in area l’ho fatto, ma alzo le mani lo stesso. Non vorrei entrarci, ma ci sono entrato anche io qualche volta.
In questo casino non mi sono mai trovato bene.

Un brano s’intitola Spoiler: hai voluto dedicare una canzone a questo fenomeno che ha preso piede negli ultimi anni. Hai mai subito uno spoiler grave?
No, in realtà no. Però ho voluto spiegare la sensazione che provo quando penso a qualcuno che potrebbe distruggermi un’opera. Qualcosa che potrebbe anche cambiarmi la vita. Se mi avessero spoilerato Aladin, da bambino, probabilmente sarei cresciuto in modo diverso.
Lo spoiler fa male, veramente, come lo stalking e altri reati simili. C’è gente che investe denaro, talento e creatività in quello che fa e il primo che passa può fare spoiler.
Non esiste! Dovrebbe esserci la possibilità di fare la denuncia per spoiler.

E a parte questo, che cosa si nasconde dietro questo brano?
Si parla del sentimento della mancanza di qualcuno. Tutto il disco è nato nel periodo in cui stavo conoscendo la mia attuale ragazza. Infatti, continuo a ripetere che c’è questo probabile amore, che non riesco a definire e ad accettare. Sono stato in questo casino, in questa fase di transizione, con questa persona che stava cambiando il mio stile di vita.
Adesso non posso più guardare una serie, oppure rilassarmi, perché sento sempre la sua mancanza: come se lei mi avesse rovinato il finale!
E qui ho trovato un’analogia con lo spoiler.

https://open.spotify.com/album/6UotYNEQX0jLkhWGMOtrvE?si=QYaeRwV4QVGCtP3VJDATlw

A livello musicale e di suono, rispetto al precedente album Ogni cosa è lì, esattamente dove deve stare è cambiato qualcosa?
Rispetto anche a quando nella tua vecchia canzone Quindie Pop ti definivi Indieviduale?
E’ cambiato tutto. Prima non avevo proprio i mezzi per produrre un album come Pulp.
In Ogni cosa è lì, esattamente dove deve stare ho cercato di mettere insieme cose semplici che potessero stare bene insieme.
Adesso, grazie a Grifo Dischi che mi ha dato fiducia, ho uno studio, una produzione e persone in gamba che lavorano con me.
Ho fatto una ricerca più mirata, lasciandomi influenzare da quello che stavo ascoltando in quel periodo: il Sinth Pop anni ’80 e la New Wave. Poi ci ho messo dei suoni di chitarre più anni ’90, lasciandomi ispirare da Frusciante o dagli Strokes. E in studio avevamo un Moog originale e non potevo non usarlo.
Tutti i suoni che si sentono nel disco arrivano da questo insieme di cose.

Hai paragonato una ragazza all’ultima invenzione di WIlly Wonka.
Una cosa che veramente non avevo mai sentito. Le invenzioni di Willy Wonka erano cose inspiegabili in situazioni surreali. Più o meno è quello che pensi dell’amore?
E’ quello che penso di questo amore che sto vivendo in questo momento.
Era una cosa che non mi sarei mai aspettato, arrivata in un periodo nel quale ero particolarmente in pace con me stesso. Una persona che è stata capace di stupirmi. Dunque, l’ho associata inconsciamente ad un’invenzione di Willy Wonka.
Probabilmente perché ho pensato alla sua dolcezza, e mi è venuto in mente il gelato che non si scioglie mai e cose simili…
Ma tutte cose che sono nate inconsciamente, come tutto Pulp.

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