COMA_COSE – POST CONCERTO

“Post Concerto” è il titolo del nuovo singolo del duo milanese Coma_Cose, da ieri nei digital store per la label Asian Fake.
“Post Concerto” parte dal breakbeat Anni ’80 e si veste di quel british acid che rimanda ai Kula Shaker o al primo Beck, anche questa volta complici i due produttori Mamakass che ne hanno sviluppato il concept musicale.

Sono passati cinque mesi da “Inverno Ticinese” e l’inquietudine malinconica che attraversava l’EP lascia spazio al ritmo e all’energia, ma, ciò che stupisce nel lavoro dei Coma_Cose è una sottile attitudine nell’adattarsi a diversi stili senza perdere la loro personalità artistica.
Il post concerto dei Coma_Cose è tornare da una serata di notte cantando una canzone in macchina, è qualcosa che ti rimane dentro e che non ti togli dalla testa, è finire a casa di qualcuno alle cinque di mattina, ma, è anche molto altro.

Il testo rimane il pilastro di tutto, dove le immagini di vita quotidiana mischiate a un’ironia pungente sono alla base della penna dei Coma_Cose.
I Luoghi comuni e i trend contemporanei vengono dissacrati: “Io Spotify, tu spotifasti ma meglio il vinile”, ed ancora “Apro una Porta Genova senza maniglia”.
In ogni caso, dietro l’energia ritmica di Post Concerto affiorano anche trame più scure, l’arte di giocare con le parole e con i paradossi dei significati rimane una peculiarità della band:
Se mi taglio una cipolla piange“.

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Le rime e parole di Fausto Lama e California procedono su più livelli e più si ascolta il brano, più emergono nuovi mondi semantici: “Proteggimi dal tempo che passa ho la sindrome da Peter Pan di stelle”, “Se la pioggia fosse transitiva io ti temporalo“.