IL BLUES ROBOTICO DEI CYBORGS

Siamo stati al concerto dei Cyborgs, al The Family di Albizzate (VA), il gruppo blues composto da due robots.
Proprio così: Cyborg 0, chitarra e voce e Cyborg 1, tastiere e batteria, sono due musicisti automi provenienti dal futuro.
Per l’esattezza, due “umanoidi” composti in parte da componenti robotiche e in parte rimasti umani, programmati a suonare il blues.
Non ci siamo fatti scappare la possibilità di assistere al loro live e di fargli qualche domanda: non comunicando nella nostra lingua, le domande sono state trasmesse in codice binario e le risposte poi tradotte in un linguaggio comprensibile a noi umani

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ph: Michele Vinci

Cosa vi è successo? Cosa vi ha fatto diventare dei Cyborgs?
Non ci ricordiamo! Nel futuro, nel 2110, si usa molto usare parti meccaniche e robotiche per sostituire le parti umane. Non abbiamo memoria di quando eravamo umani e se eravamo umani. Probabilmente siamo sempre stati Cyborgs.

Quali sono gli aspetti positivi e negativi della tecnologia a 360° secondo voi?
Noi usiamo il codice binario per comunicare e i nostri nomi 0 e 1, sono un omaggio alla nostra lingua madre: con il codice binario ha inizio l’era tecnologica.
Ma sarà proprio questa la causa scatenante dell’autodistruzione dell’uomo…

Le ultime 3 date, compresa quella del 17 Febbraio, erano un po’ fuori dai piani e sono state confermate poco prima della metà di Febbraio.
Questo perché prediligete sempre suonare dal vivo?
Non siete in “ritiro” per lavorare ad un nuovo disco?
Sono state annunciate con ritardo, e un po’ frettolosamente, perché dal 2018 Cyborg 0 è tornato nel futuro ed è stato sostituito da un altro umanoide programmato a suonare il blues, Cyborg 0X, e siamo ripartiti con nuovo assetto.
A Maggio 2018 uscirà un nuovo disco, con nuovi brani e un nuovo tour!

Cosa vi è sempre piaciuto e vi piace del blues?
Ci vorrebbe molto tempo per spiegarlo… Il blues è il nostro linguaggio musicale, con cui ci piace comunicare, una grandissima passione. Madre di tutta la musica, che ha dato vita a molti generi (rock, r n’ b, heavy metal, soul, funk, rock n’ roll) ma da più di un secolo rappresenta una musica capace di rinnovarsi, sempre di più, e stare al passo coi tempi. Per noi Cyborgs rappresenta un ritorno alle radici, ci spinge a ricercare nel passato le vere origini della musica

Attualmente state a Roma?
Siamo dovunque

 

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ph: Michele Vinci

Ve lo chiedo perché negli ultimi anni si è rivelata una città molto proficua anche per il vostro genere, si può dire che c’è da tempo una scena musicale, siete d’accordo?
Roma ha scelto noi. Quando volevamo tornare nel futuro la nave madre si è rotta in questa città. Una città strana che viviamo da molti anni. Non c’è un vero circuito musicale a Roma, anche se sforna talenti musicali e musicisti che girano l’Italia. Una città dove tutto è il contrario di tutto, sembra caotica ma allo stesso tempo è una città lenta.
Ad ogni modo la vita a Roma ci piace, anche dal punto di vista musicale ogni tanto ci dà delle belle soddisfazioni

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