IL DESERTO NOTTURNO ED ELETTRONICO DI RHÒ

Sonorità scure e calde, un sound intenso e vibrante, un’elettronica emozionale, elaborata e avvolgente. Una dimensione sonora a metà strada tra il soul di James Blake e l’R’nB di The Weeknd, tra la pomposità di un’opera Wagneriana e il minimalismo di Jamie XX. Tutto questo è “Neon Desert”, il nuovo disco di Rhò in uscita oggi, pubblicato da Gibilterra e distribuito da Believe.

A tre anni di distanza dall’ultimo EP “Nebula”, “Neon Desert” si compone di nove canzoni tutte in inglese, unite e legate dal titolo immaginifico ed evocativo, dove l’artista propone variazioni timbriche tipiche di una dimensione più clubbing rispetto al folk del passato e prodotte mixando dei bit r’n’b a suoni distorti e flautati.

Alla permeante e viscerale profondità del suono si unisce quella dei testi, che parlano dei temi più vari in modo mai banale. Rapporti difficili e amori intensi, disagi contemporanei e battaglie sociali si permeano di synth distorti, di groove drammatici e della tanto improbabile quanto efficace unione di flauto traverso ed elettronica.

“Neon Desert” si inoltra nel deserto personale di Rhò, quello spazio infinito, estremo, che talvolta spaventa e altre volte sa consolare e tenere i pericoli lontani.
Uno spazio della mente in cui l’artista ha la possibilità di ascoltare i suoni della propria memoria, per poi restituirli sotto forma di canzone in luoghi in cui l’elemento del neon racconta circostanze notturne, fatte di socialità e di ambiguità.

In “Neon Desert” la voce ottiene un totale primo piano naturale, proprio in un periodo in cui solitamente passa attraverso tanti vocoder, dove abbondano effetti e armonizzazioni. A sostenerla, in una sapiente alternanza, una strumentazione sia acustica (piano elettrico, chitarra acustica, flauto traverso e batteria) che elettronica (Ableton Live con tastiera StudioLogic VMK188 e MicroKorg).

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Artwork: Stavros Bilionis

“Neon Desert” è un disco scritto nel corso di un anno, in modo maturato e rilassato.
Un disco che rallenta, un album senza fretta, che tratteggia un’immagine più completa e definitiva del suo autore, quasi come se fosse il primo disco ma con tutta la consapevolezza frutto di anni di lavoro ed esperienze.

Il disco si rivela in grado di traghettare da una realtà emotiva a un’altra, un Caronte di anime in cerca di riposo e pace dopo serate frenetiche ed elettriche.