IL ROMANZO A CAPITOLI DI BIRØ

Tra le sorprese di questo 2017 sarebbe da matti (ma matti forti) non citare Birø.
L’artista varesino ci ha conquistati con il suo album d’esordio “Incipit” (di cui vi abbiamo già parlato qui) ed è, per grande gioia di tutti, alle prese con un nuovo disco.

Abbiamo incontrato Andrea dopo il suo concerto al Varese XMas Party e, tra una fetta di pandoro e l’altra, ci siamo scambiati due chiacchiere:

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Foto: Ambra Parola

Siamo a Varese, questa sera hai giocato in casa: cosa vuol dire per te suonare nella tua città natale?
Suonare nella propria città è sempre una situazione bellissima!
Ho rivisto tanti amici e, sarà anche merito del clima natalizio, ma oggi c’era davvero un’atmosfera magica.

L’ultima volta che sei stato a Varese era per lanciare “Incipit”.
Stasera hai presentato anche brani del nuovo album “Capitolo Uno”: quanto ci farai ancora aspettare prima che sia tutto pronto?

Mi dispiace ma qui mi gioco l’informazione riservata: posso solo dirvi che ci stiamo lavorando con intensità al nuovo album.
Siamo perfezionisti e vogliamo che la cosa venga presentata al meglio. In ogni caso manca davvero poco!

Dopo l’incipit ed il primo capitolo ce ne sarà un secondo, un terzo e così via?
So che sei appassionato di lettura… La tua idea è quella di creare una sorta di romanzo a capitoli?
Sicuramente vorrei mantenere l’imprinting dello storytelling.
La mia idea è quella di raccontare delle situazioni; vorrei che il mio progetto abbia un seguito a capitoli. Sarebbe una cosa figa.


Ma è la tua storia quella che racconti? Sarà un romanzo autobiografico?

No… Non parlo di me. Più che altro attingo da quello che vivo nella mia quotidianità, racconto situazioni che ho sentito e che racconto per terzi.
Nel nuovo disco, per esempio, ci sarà una canzone che si chiama “Stalker” che racconta un episodio che ha vissuto una persona che conosco e mi ha dato un input particolare.

Birø, Brenneke, Belize… Possiamo finalmente dire che sta nascendo una scena varesina?
A dirla tutta sono molto contento che ci siano delle figure che possono realmente mettere Varese sulla mappa, dare una collocazione a livello artistico alla nostra città.
Diciamocela tutta: la nostra città ha del potenziale.
L’atmosfera che c’è qui secondo me influisce e si rivede nei nostri pezzi…
Mi viene in mente un’intervista fatta ai Massive Attack in cui gli venne chiesto “Ma come mai fate canzoni solo prese male?” e loro risposero “Noi siamo cresciuti nella campagna inglese, l’oscurità era la nostra compagna”.
Ovviamente non voglio né paragonare noi ai Massive Attack né Varese alla campagna inglese, però il concetto alla base è lo stesso… Il clima, il fatto ambientale, il contesto… Tutto ci influenza! Prendi per esempio “La foresta di notte”… Varese è circondata di boschi…

Anche il fatto che stasera tu abbia suonato con Marco è dimostrazione di questo?
Sicuramente si, stasera ero sul palco con Marco Conti, bassista nato e cresciuto qui a Varese, a dimostrazione che i talenti qui ci sono!

Biro/
Io e Birø in un momento di giubilo natalizio