“IN SPACES” ED IL RITORNO DI HARING

“In Spaces” è l’ultimo lavoro discografico di Haring, uscito quest’anno.
Dopo il disco è da poco disponibile anche un album in formato digitale, “Other eyes on in Spaces“, che contiene i remix dei brani Bozkurt Cad, Borders e Vapur Town.

Roba da collezionisti e cultori?
Forse si, ma soprattutto due lavori per tutti coloro che amano viaggiare con l’elettronica. Esatto, Haring riesce a farlo: riesce a farci viaggiare.
Soprattutto con la buona capacità che ha di creare continue progressioni nei suoi suoni.

Personalmente è da un po’ che lo seguo: spinto dalla curiosità, ho deciso di fargli qualche domanda. Il risultato è stato molto positivo, ed è stato molto bello poter fare un piccolo confronto interculturale con un musicista straniero, che ci ha raccontato anche della musica nel suo paese. Eccovi l’intervista ad Haring, per Save the Tape:

Haring © Maurine Toussaint - 7

Ciao Haring! Usi dei suoni bellissimi e molto interessanti: da cosa trai ispirazione per la creazione del tuo suono?

Ciao a tutti voi di Save The Tape! Uso quasi esclusivamente plugin per creare i miei synth e i miei suoni. Cerco sempre di trasmettere vibrazioni positive nelle mie canzoni. Penso di essere influenzato soprattutto da quello che ascoltavo quando ero più giovane (un sacco di electronica, trip hop…) e mi piace molto lavorare con diversi livelli di suono, aggiungendoli uno ad uno nella canzone, cercando di costruire delle lente progressioni

Un po’ di suoni ambient, vecchi suoni 80′ – 90′ rivisitati, un tocco di musica più techno… Ti piace sperimentare?

I’ve never try to experiment, or I don’t do it consciously. Non ho mai provato a sperimentare, o comunque non lo faccio coscientemente. Un album è uno spazio in cui puoi esprimere molto di te stesso. Sono influenzato da molta musica ambient e techno, e penso che le persone possano sentirlo in questo disco. Non sono ancora in procinto di creare un nuovo album, ma sono sicuro che il prossimo disco suonerà in modo diverso, con nuove influenze!

Nell’album è presente un brano che si chiama “Bruxelles”: è una città che ti influenza, in qualche modo?

Bruxelles è la mia casa da 7 anni. Ovviamente questa città ha un enorme impatto sulla mia musica, ma non so davvero come… Forse, l’artigianato potrebbe essere la parola giusta per definire come Bruxelles abbia un’influenza sulla mia musica, ma in generale, sulla musica che si fa qui. Anche se il Belgio e soprattutto Bruxelles, stanno diventando un grande luogo musicale in questo momento, penso che produttori, band e artisti lavorino ancora come artigiani: quasi senza soldi, creando reti di amici, facendo gli studi in casa… Questa è una buona cosa per la creatività, credo, ma a volte abbiamo bisogno anche di strutture più efficienti e più aiuto…

Se rimanessi abbandonato su un’isola deserta e potessi ascoltare solo una canzone, quale sceglieresti?

Un’impresa troppo difficile per scegliere solo una canzone! Direi la discografia completa di Christian Scott! Secondo me, questo ragazzo sta davvero portando qualcosa di nuovo e fresco nella musica jazz, in questo momento!


 

Il mio consiglio è quello di seguire Haring sui social ma soprattutto sulle piattaforme streaming, dove è molto attivo e tiene tutto aggiornato nei minimi dettagli!
Buon ascolto…