CHI E’ DAVVERO KETAMA126?

10 brani di “Oh Madonna” sono entrati prepotentemente nella classifica Viral 50 di Spotify.
“Lacoste” è fuori da soltanto un’ ora ma ha già superato le 5mila views.

Quando si parla di successi così importanti, quando si diventa così influenti, quando si arriva così in alto da poter essere considerati artisti veri e propri e non semplicemente dei cantanti o dei produttori, credo sia doveroso conoscere appieno la persona che si ascolta, così da capire anche la storia c’è dietro i suoi pezzi ed il messaggio che vuole trasmetterci.

Ketama126 sta diventato sempre più “hit”.
Ketama126 è sempre più considerato un’artista.
Ecco perchè ho pensato che sarebbe interessante parlare di tutto, tranne che del suo ultimo album.

 

 

 

Partiamo con “126”.
Quando e come nasce la gang dell’amore?

Credi che sia cambiato il modo di viverla prima e dopo il successo?
Il nome 126 deriva dal numero dei gradini della scalinata dove ci siamo iniziati a beccare. Guarda non è cambiato molto, ci vediamo sempre negli stessi posti e facciamo fondamentalmente sempre le stesse cose, ora che la situazione è un po migliorata magari cerchiamo di perdere meno tempo appresso a strade sbagliate che magari prendevamo di più prima, o almeno ci si prova, siamo più spesso a suonare e siamo anche più positivi. Per il resto continuiamo a vederci praticamente tutti i giorni e a fare le stesse cose di sempre, ma con più musica.

Com’è successo che vi siete incontrati e come avete capito che far musica sarebbe stata la strada giusta per voi?
Quanto e come Roma ti/vi ha influenzato/i?
Ci siamo conosciuti tutti verso i 14 anni in quelle scale dove abbiamo iniziato a stare tutti i giorni dal pomeriggio alla notte per anni e anni, non facevamo altro che starcene li seduti a bere Peroni, fumare, escogitare piani e cose assurde che non avremmo mai messo in atto o parlare di qualche stupidata combinata durante il fine settimana precedente, di pischelle o cose del genere.
Eravamo tutti appassionati di rap, cosa che mi ha trasmesso Franco e Gordo perché prima ascoltavo solo metal. Ci piaceva molto Cicoria e Noyz e tutto i Truceklan, così a un certo punto, visto che non è che avessimo un gran che da fare nel nostro tempo tranne le cose che di cui ho parlato prima, abbiamo pensato che potevamo farlo anche noi, a modo nostro.

Roma ovviamente ci ha influenzato in tutto questo, è una città gigante, ma allo stesso tempo sembra una provincia per come si vive, noi ad esempio siamo cresciuti spostandoci pochissimo dal nostro quartiere, stando sempre allo stesso bar della stessa piazza con le stesse persone praticamente come in un paesello, e comunque veniamo tutti da Trastevere o Monteverde che sono zone centrali.

I finti amici aumentano davvero quando si raggiunge un successo come il vostro?
Gli opportunisti si continuano a nascondere dietro l’angolo e son sempre pronti a saltare fuori all’improvviso?
I finti amici non aumentano, i miei amici sono quelli di sempre e sono fortunato perché sono anche le persone con cui lavoro facendo musica.
E’ chiaro che aumentando le opportunità raddoppiano anche gli opportunisti, ma a noi le bandiere non sono mai piaciute e siamo anche abbastanza bravi a fargli capire che non è aria.

 

 

Quando hai detto “mamma, da grande voglio fa’ musica” quali sono state le reazioni a casa?
Penso non ci sia stato un giorno in cui ho detto questa cosa proprio, ma l’ho capita col tempo e loro anche. In ogni caso sono molto felici che oggi faccio questo, mio padre è anche un musicista e suona il sax quindi mi ha sempre spinto verso la musica o comunque è sempre stato felice di vedere che era una cosa che mi interessava e mia madre anche.
Io li ringrazio perchè è merito loro se adesso ho la possibilità di fare quello che mi piace.

Se non avessi fatto musica che altro avresti combinato?
Non lo so, mi piacciono gli animali e da piccolo avrei voluto girare i documentari, però dubito che ci sarei riuscito… In effetti non so dirti cosa sarei finito a fare.

La crew è cresciuta insieme, siete amici fidati, con un fortissimo senso di appartenenza.
Quando si tratta di lavoro in studio invece succede mai che si creino attriti o discussioni tra di voi?
No, di solito sulla musica ci troviamo tutti d’accordo, anche perché ciascuno di noi ha il proprio stile diverso dagli altri e questo permette a ognuno di esprimersi a suo modo e in piena libertà.

 

Quali sono state le tue influenze?
Le mie influenze sono svariate e vanno a periodi, sono cresciuto ascoltando Black Sabbath e Led Zeppelin, dopo sono passato al rap.
Al liceo, verso il 2008, già ascoltavamo Gucci Mane, poi sono andato super in fissa con Asap Rocky, dopo ancora con Chief Keef.
Mi piacciono gli artisti originali che riescono a creare un movimento intorno a loro.

 

“Sul versante trap Ketama, Pretty Solero e Asp – cito Noisey – volano come space shuttle”: cosa vuol dire fare trap oggi? Quando, secondo te, uno è davvero bravo?
Secondo me vuol dire sperimentare.
A differenza di quello che molti pensano in Italia, la trap non è un genere nuovo: esiste da 15 anni in America! Sicuramente è un genere in continua evoluzione ed è per questo che è fico, ti permette di creare sonorità nuove e di creare il proprio sound.
Penso che la bravura si vede quando l’artista riesce a trasmetterti qualcosa, ma questo discorso è valido per ogni genere musicale.

126 ma non solo: un altro fenomeno del momento è Liberato… Che ne pensi?
Spacca, musicalmente mi piace molto, in più hanno fatto un operazione di hype molto furba non facendolo mai vedere in faccia e facendo salire altri artisti sul palco al suo posto.
Sono curioso di vedere come svilupperanno il progetto.

 


Avrei tante altre domande ma cercherò di essere il più veloce possibile:
Se Ketama fosse una canzone? Stairway to heaven dei Led Zeppelin

Se Ketama fosse un film? Il Grande Lebowsky

Se Ketama fosse un tipo di pizza? Diavola
Se Ketama fosse un partito politico? O comunista o nazista -ride-

Tre cose che Ketama farebbe se fosse sindaco di Roma?
Legalizzerei le droghe, almeno quelle leggere, non farei le ordinanze che vietano l’alcool e soprattutto non chiuderei i nasoni.

Ma tifi Roma o Lazio?
Tifo lazio per tradizione, i miei nonni sono tutti laziali, ma in realtà il calcio non è tra i miei interessi.

Che succederà nel tuo futuro? Come ti vedi l’anno prossimo?
Non lo so, al momento penso al domani per il resto chi vivrà vedrà

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