COM’E’ ANDATA ALL’OWL NIGHT FESTIVAL?

Partiamo con il presupposto che una delle cose che più odio al mondo è la birra annacquata: “Non bere birra annacquata” è uno dei miei 10 comandamenti, una regola del mio modus vivendi.
Come ogni regola però c’è un’eccezione che la conferma: “La birra si può bere se viene annacquata dalla pioggia, mentre si è davanti al palco ad un concerto”
Ieri sono stato fiero di non aver violato la mia legge morale e di non dover oggi subire fustigate con il cilicio per redimermi.


Ieri sera la pioggia ha annacquato la mia birra a Owl Night Festival, uno di quelli che possono essere considerati i pilastri della proposta culturale della provincia di Varese.
Il festival, organizzato dai ragazzi di MEGA (Movimento Espressivo Giovanile Albizzatese) ed RcWaves, ha raccolto la pesante eredità lasciata da Albizzate Valley Festival ed ha saputo soddisfare le aspettative, facendomi tornare a casa col sorriso, come dopo ogni evento al parco La Fornace.

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Ieri, il giorno di mezzo dei tre in programma, ho alzato le mani al cielo con Birthh, riso e cantato con i Belize, saltato con Eugenio In Via Di Gioia, ho incontrato tanti amici e sono tornato a casa profumato dopo due spruzzi della nuova eau de toilette al gusto misto birra, sigaretta e sudore.

Ecco com’è andata:

≈ Belize ≈: il gruppo che dal 2013 (e mai coma altri in questo momento) sta portando alta la bandiera varesina nel panorama musicale italiano, ieri sera si è messo in cattedra e ci ha insegnato cosa vuol dire essere “indie”: Riccardo & Co. (con l’aiuto di Bobby alla scelta dei brani come se fosse davanti ad un karaoke) hanno fatto sì che si creasse un’atmosfera magica attorno al palco, viaggiando lungo un climax che dalla malinconia iniziale è arrivato a tanti, tantissimi sorrisi e ritmi incalzanti.
Tenendo conto che la performance è stata praticamente improvvisata (causa maltempo l’esibizione è proseguita su un palco secondario), abbiamo tutti capito quanto questi ragazzi siano effettivamente uno step sopra tutti.

Birthh: una ragazza di soli vent’anni con una voce limpida ed una sicurezza sul palco che potrebbe essere presa come esempio da chiunque. Ecco chi è Alice, in arte Birthh, uno degli astri nascenti della musica indipendente italiana.
Un’esibizione da 30L, una miscela perfetta tra le contaminazioni folk e suoni lo-fi ed elettronici che ha tenuto tutti attaccati sotto il palco, con le mani al cielo e la bocca aperta, sperando che quel momento non non finisse mai.
Il futuro per Alice si prospetta luminosissimo, e non posso che augurarglielo, perché davvero se lo merita.

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Eugenio In Via Di Gioia: i quattro ragazzi di Torino sprizzavano gioia da tutti i pori, una botta di colore, come l’arcobaleno dopo la pioggia (manco a farlo apposta).
Tantissimi sorrisi, tanta allegria e tanti salti.
A momenti forse un po’ troppo simili a Lo Stato Sociale, ma bisogna capire ora se questa sia una critica o un complimento.

Wrongonyou: Fremevo dalla voglia di sentire la sua voce, aspettavo da tanto questo momento ma l’attesa è stata decisamente ripagata: ho provato a chiudere gli occhi durante la sua performance e mi sono sentito trasportato in un bosco di aceri nella regione dei Grandi Laghi. Un po’ come quando nelle cuffie hai i Bon Iver.
Anzi, dopo ieri sera credo che Wrongonyou e Iver si possano mettere sullo stesso livello.

 

 

 

Raccogliere l’eredità lasciata da Albizzate Valley Festival è stata una grande responsabilità, le aspettative per Owl Night erano altissime.
Alla faccia di chi non ci avrebbe mai scommesso, l’organizzazione di ieri è stata impeccabile.

Sport, workshop, silent cinema, street food, Wrongonyou, Birthh, Eugenio In Via Di Gioia, BelizeBirøWemen, Deux Alpes, Gaspare Pellegatta, Linoleumdj set, Cromo e i silent concert in cuffia di Brenneke e Wicked Expectation.

Ieri sera è stato tutto perfetto.
Ed io non vedo l’ora che l’anno prossimo la pioggia annacqui ancora una volta la mia birra.